Ecco qui, la mia ultima creazione.
Ho eliminato le altre due stroie perchè non volevo più postarle. Mentre questa la posterò fino alla fine (:
Ditemi che ne pensate.
INSEPARABLE
Introduzione
Le luci. Il palco. La folla urlante. La musica che spacca i timpani. I flash delle macchine fotografiche e migliaia di persone che urlano il tuo nome. Questo è il sogno di molti, forse troppi, adolescenti. Ed è anche il mio.
Capitolo 1
<<cinque, sei, sette, otto>>
La musica partì e io prendendo il ritmo mi lasciai andare.
La danza era l’unica cosa che mi faceva realmente stare bene. Quando danzavo dimenticavo il mondo intero, rinchiudendomi in uno tutto mio. Niente genitori, niente scuola, niente ragazzi o amici. Solo io e la musica.
<<allison è il tuo turno!>>
Presi un respiro e cominciai a fare la mia diagonale.
<<molto bene>>
Quando la musica terminò la nostra insegnante ci disse che potevamo andare a casa e che per quel giorno la lezione era finita.
Radunai le mie cose e andai in camerino.
<<ally oggi sei stata favolosa!>>
<<grazie Ginny!>>
Mi vestii velocemente e uscii da scuola. Un vento freddo mi sferzò le guance, e lunghi brividi mi percorsero la schiena. Slegai il motorino e uscii dal parcheggio.
“Direi che sono l’unica sedicenne senza macchina” Dissi guardandomi intorno.
Sfilai veloce tra le macchine rincuorata dal fatto che se avessi avuto la macchina, ci avrei messo il doppio del tempo per arrivare a casa, e questo non favoriva il compito di biologia del giorno seguente.
Parcheggiai la mia Vespa in garage e salii le scale.
<<mamma, sono a casa!>> urlai salendo in camera mia.
Nessuna risposta.
“Sarà uscita” Pensai.
Mi diressi alla scrivania e presi il libro di biologia, che mi avrebbe tenuta impegnata per quasi tutta la notte. Avevo appena cominciato quando la mia migliore amica piombò in camera mia urlando.
<< Ally ci siamo baciati! Ti rendi conto?!, io e Josh!>>
<<caitlin, non vedi che sto studiando?>>
<< Al, non puoi capire, è stato meraviglioso! Stavi studiando?>>
La guardai in modo eloquente.
<<okay, scusa. Cosè?>>
<<biologia, ti sei dimenticata che domani abbiamo il compito?>>
<<che cosa? No, cioè si! Me ne sono completamente dimenticata, oh merda Ally!>> Disse. Poi corse via.
Sorrisi. Lei era fatta così. Un visino tondo circondato da lunghi capelli castani, e occhi verdi. Caitlin, la mia migliore amica dai tempi dell’asilo.
Alzai lo sguardo e osservai il poster che mi aveva regalato lo scorso Natale, quello con tutte le nostre foto. Siamo proprio diverse, chissà come facciamo a stare così bene insieme.
Cercai di concentrarmi sul libro ma i legami peptidici delle proteine non erano il mio forte, così decisi di lasciar perdere.
Afferrai il cellulare e scrissi velocemente un messaggio: “ SOS Biologia, ci pensi tu domani?” la risposta arrivò dopo due secondi “Certo bionda, a domani”.
Sorrisi e mi stesi sul letto. Cody. Senza di lui non ce l’avrei mai fatta. È il mio migliore amico e il più genio dei geni a scuola.
Accesi il computer e controllai la posta.
La cartella dei messaggi segnava che c’era un nuovo messaggio. Lo aprii distrattamente. Era un opuscolo di una famosa scuola di danza, canto e recitazione, che si trovava a Los Angeles, a pochi chilometri da casa mia.
Osservai meglio la mail e mi presi il numero di telefono. Avrei chiamato per sapere più informazioni.
<<allison la cena è pronta!>> Gridò mia madre dalla cucina.
<<arrivo subito!>>
Arrivai in cucina e mi sedetti a tavola.
<<dov’è papà?>> Chiesi.
Mi voltai verso mia madre e notai che aveva gli occhi rossi e gonfi.
<<mamma che è successo?>> Chiesi leggermente preoccupata.
<<allison.. tuo padre se ne è andato.>>
In quel momento sentii come se mi fosse crollato tutto addosso. La testa girava e mi faceva male lo stomaco.
<<c-cosa?>> Riuscii a sussurrare. <<che è successo?, perché?>> Dissi mentre calde lacrime si facevano spazio sul mio viso.
<<era da un po’ di tempo che noi non andavamo più d’accordo. Abbiamo provato a lasciare stare l’argomento, nella speranza che fosse solo un periodo, ma poi il peso da portare era troppo. E stamattina, lui ha fatto la valigia>>
<<oh, mamma!>> Dissi andandole incontro e abbracciandola.
In quel momento sentii un forte senso di abbandono e rabbia.
“Come ha potuto? La mamma è una persona meravigliosa!”
<<su, è ora di cena>> Disse mia madre sciogliendo l’abbraccio e asciugandosi le lacrime.
<<mi è passata la fame>> Risposi io.
<<ma qualcosa devi mangiare, non puoi saltare il pasto.>>
<<mamma ti prego>> Dissi con le lacrime che si facevano risentire.
Lei annuì e io tornai in camera mia. Afferrai il cellulare e chiamai Cody.
<<ehi bionda! Come va?>>
<<cody è successo una cosa terribile! Mio padre se ne è andato di casa, ci ha lasciate sole capisci?>>
<<ehi calmati. Respira e spiegami cosa è successo>>
Feci come mi aveva detto, ma la situazione non migliorava.
<<vieni qui. Ho bisogno di te.>> Dissi un secondo prima di riattaccare.
Dieci minuti dopo eravamo entrambi stesi sul mio letto. Io tra le sue braccia ancora piangevo.
<<shhh, calmati. Piangendo non risolverai nulla.>>
Lo strinsi forte.
<<ti voglio bene Cody>>
<< Anche io, Allison>>
<<promettimi che tu non mi abbandonerai mai, qualunque cosa accada>>
<<te lo prometto>>
Passò qualche minuto in cui nessuno aveva voglia di dire niente.
<<perché hai chiamato me?>> Chiese lui ad un tratto.
<< Sei il mio migliore amico e..>>
<<no, inteso. Perché hai chiamato me e non Caitlin?>> Precisò.
Non risposi. A dire il vero non lo sapevo.
<<io.. non.. è che lei..>> Farfugliai.
Mi girai verso di lui. Il suo viso era a qualche centimetro dal mio. Sentivo il suo respiro regolare. Ci fissammo per quello che sembrò un’eternità.
<<a dire il vero non lo so>> Dissi abbassando lo sguardo, sulla sua felpa grigia.
Lo sentii sorridere. Mi diede un bacio sulla testa e guardò l’orologio.
<< E’ tardi bionda. Devo andare. Ce la fai a stare da sola o chiamo casa e dico che mi fermo ancora un po’?>> Chiese, forse con qualche speranza.
<<sto bene, quindi.. va pure.>> Dissi con voce nasale.
<<sicura?>>
Annuii. Si avvicinò e mi diede un bacio sulla guancia.
<< Domattina ti passo a prendere?>>
<<no. Non credo di farcela>>
<<va bene, non importa>>
Mi strinse la mano e uscì dalla camera.
Io crollai nuovamente sul letto.
Dovevo preoccuparmi di quello che era appena successo?
La risposta è… si. Ma io ancora non ne avevo la minima idea.
Spero vi piaccia.
Bacino (: